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Ventotene
Maggio 2006 Giuseppina
racconta...... |
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La
giornata in ospedale e’ finita , stanca , con la testa
confusa me ne ritorno a casa e mi avvio verso la mia camera
;li’ vicino al letto ritrovo la valigia pronta per la
partenza del giorno dopo: destinazione Ventotene.
Improvvisamente la stanchezza e la confusione mentale
svaniscono per lasciare il posto ad una sensazione forte,
una emozione intensa, infantile: gia’ Ventotene! Me ne ero
dimenticata quasi negli ultimi giorni frenetici
dell’ospedale , ma ora con le pinne che spuntano dalla
borsa, gli asciugamani da mare appoggiati sul letto ….
La sveglia suona alle 4,30 del mattino, velocemente chiudo i
bagagli, mi preparo, affacciandomi piu’ volte alla finestra,
in attesa della mia compagna di viaggio che mi deve
raggiungere per partire verso questa nuova avventura. E’ una
strana frenesia quella che ci accompagna per tutto il
viaggio, fino a Formia dove ci attende il traghetto e tutto
il resto della compagnia . La traversata in pieno sole
sembra durare pochissimo, in aria si percepisce uno stato di
agitazione , allegria , curiosita’, che aleggiano su tutto
il gruppo di subacquei. L’isola emerge dal mare in tutta la
sua bellezza selvaggia, nella sua semplicita’ non ancora
contaminata dal turismo di massa, quasi una “ fata”
solitaria dall’abito di velo azzurro, trasparente ,
cristallino. Il tempo scorre con una velocita’ incredibile :
posiamo i bagagli, un rapido spuntino e giu’ al centro
diving a litigare con la muta che non vuole lasciarsi
indossare( siamo tutti troppo inesperti ancora!) , e poi via
sul gommone verso la nostra prima meta: Punta Pascone.Ultime
istruzioni e raccomandazioni prima di tuffarci in uno
specchio di acqua limpida, che si infrange sulle rocce
laviche a picco sul mare. Mi sento strana, il cuore batte
forte, sempre piu’ forte, fino quasi ad una sensazione di
disagio, di paura. Mauro,uno dei nostri istruttori da’ il
segnale : tutti giu’. Devo scendere lentamente, provare se
riesco a compensare in modo adeguato… mi daranno fastidio le
mie orecchie? Mi ritrovo aggrappata alla roccia, in una
discesa ridicola ed impacciata fino a che non mi guardo
intorno e scopro quel mondo marino silenzioso ma pieno di
vita: le mani si staccano dalla roccia e gli occhi si
riempiono di pesci, fondale, dei miei compagni che “volano”
sottacqua. Incredibile!! Non avrei mai immaginato una cosa
simile! Il mondo quotidiano, le abitudini, i pensieri di
tutti i giorni svaniscono, perdono il loro valore qui sotto.
Tutto gira al rallentatore senza fastidiosi rumori, voci
sgradevoli, sirene o quanto altro ci accompagna come
sottofondo nella citta’ . Non vorrei piu’ riemergere. Ma al
segnale prestabilito tutti fuori. Si ritorna al porto e ci
si riunisce poi vicino alla spiaggia per scambiare le
impressioni ed ascoltare i consigli dei nostri istruttori.
Il sole e’ ancora alto, e noi lo godiamo in pieno, seduti o
distesi su di una spianata di roccia nera , calda,
degradante verso il mare, in compagnia di gabbiani che
volano alto emettendo il loro caratteristico verso. Sembra
di essere tornati agli anni della gioventu’ quando al mare
d’estate si formavano gruppi di giovani , amici, uniti dal
comune scopo di stare insieme e programmare le giornate
delle vacanze. Sensazione per me ormai persa da anni, caduta
nel dimenticatoio , quasi cancellata dalle esperienze
negative vissute . Ma qui il tempo sembra aver fatto marcia
indietro, e questa atmosfera del” gruppo” e’ ancora viva ,
spontanea, sincera e di una semplicita’ sconcertante. Sono
felice.
La
seconda giornata a Ventotene inizia presto, con una
abbondante colazione in albergo e la prima immersione in un
posto chiamato Le Sconciglie: anche qui acqua limpida e
trasparente, leggermente mossa da una corrente di
superficie. Mauro e Fabrizio ci spiegano ancora una volta e
con grande pazienza quello che dobbiamo fare senza
trascurare anche cio’ che vedremo durante questa immersione:
c’e’ un arco qui sotto, pieno di vita vegetale ed animale.
Oggi ci sembre di avere una migliore dimestichezza con
l’attrezzatura, anche se siamo ancora lontani dall’ottenere
un comportamento per cosi’ dire “sciolto”. Ma appena si
pensa di non aver tralasciato nulla nella propria
attrezzatura, ecco ci si dimentica facilmente una parte
della stessa, cosi’ mi accorgo di non aver indossato la
zavorra, e per giunta la mia maschera si mette a fare i
capricci e si appanna in continuazione. Che casino! E che
pazienza ci vuole per venirci subito ad aiutare e risolvere
il problema! I nostri istruttori ci controllano con molta
attenzione e si organizzano cosi’ velocemente fra di loro
che in pochi secondi mi trovo accanto Mauro, pronto con la
zavorra in mano che mi aiuta anche con la maschera ;
purtroppo siamo rimasti fuori dal gruppo, ma questo non ci
impedisce di scendere in profondita’ e goderci ugualmente la
seconda immersione. E’ rassicurante essere tenute per mano
ed accompagnate mentre la torcia illumina la parete rocciosa
dove si nascondono pesci coloratissimi, spirografi ,
molluschi colorati. Purtroppo il tempo non consente di poter
passare sotto il famoso arco e quindi risaliamo per
raggiungere il gruppo in superficie. Alla riunione che si
tiene dopo l’immersione ancora consigli, qualche appunto ,
qualche rimprovero e le spiegazioni per la immersione del
pomeriggio: destinazione Molo 4 dell’isoletta di S. Stefano.
S.Stefano , di fronte a Ventotene, ha ospitato un imponente
carcere ormai abbandonato, non ha abitanti, ed e’ una meta
molto frequentata dai sub. Il molo 4 e’ uno degli approdi
all’isola, con un fondale rappresentato da una frana di
massi nel mare aperto, non e’ possibile vederne il fondo
profondo e rappresenta un tipo di immersione diversa, piu’
difficile ,anche per la sensazione di vuoto sotto di noi.
Anche qui il mondo ovattato del mare nasconde una grande
quantita’ di pesci, molluschi e vegetali dai piu’ disparati
colori. Senza dubbio ci vuole un occhio ben attento ed
allenato per indiduare le varie forme di vita e molti di noi
sono impegnati soprattutto a mantenere un adeguato “assetto”
in una situazione nuova . Ma al rientro, stanchi e felici,
non vediamo l’ora di riunirci per scambiarci le nostre
sensazioni ed ascoltare ancora i preziosi suggerimenti dei
nostri istruttori. Solo alla sera, dopo una saporita cena a
base di pesce, ci rendiamo conto che la nostra vacanza sta
finendo e ben presto ci ritroveremo a vivere le solite
giornate e la solita vita della citta’!!
L’ultimo
giorno sull’isola sembra volare, anche se l’immersione del
mattino,nuovamente alle Sconciglie, e’ stata quella piu’
goduta , la paura e’ stata superata, abbiamo piu’ confidenza
con la muta e l’attrezzatura in genere, mentre sottacqua gli
occhi ricercano i pesci , le creature magiche come gli
spirografi od i molluschi dai colori brillanti, godono della
presenza dei piccoli barracuda e stupiscono dell’incontro
con sua maesta’ il polpo, dalle sinuose movenze che si
lascia accarezzare come un gatto di casa. Si passa
nuovamente sotto l’arco, si individuano altre specie di
pesci e molluschi e questa volta anche noi principianti
riusciamo a muoverci senza danneggiare nulla di tutto quel
prezioso mondo che ci circonda. Ogni immersione sembra
sempre troppo breve , ed il segnale di risalita oggi e’ piu’
triste, perche’ il sogno di questi tre giorni sta finendo.
Il gommone rientra al molo romano, vola su quell’acqua
cristallina, e gli spruzzi freddi sembrano il saluto del
mare. A terra ci togliamo le mute , prepariamo il borsone
della attrezzatura per il rientro …. Ci restano solo poche
ore per godere di questa isola ancora un poco, per girare il
piccolo paese , ber qualcosa di fresco godendo del sole ,
dei gabbiani e del mare scintillante . Poi, dal traghetto,
vediamo allontanarsi quell’angolo di pace e tranquillita’ ,
mentre ancora una volta cerchiamo di stare tutti insieme,
riuniti dalle nostre belle esperienze , dai nostri racconti,
progettando di poter tornare sull’isola in quel piccolo
albergo, semplice ed ospitale, senza pretese , a picco su di
un mare che sentiamo come un nostro nuovo amico.
Giuseppina
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